La storia del Kansen Jitsu Ryu - Difesa Personale Cubana |
Il sistema di Difesa Personale Kansen Ryu (si pronuncia Kaisen Ryu) è nato a Cuba, concepito dai Maestri Pablo Silvente Laffita, istruttore delle truppe speciali cubane ed esperto in arti marziali e dal suo istruttore di Karatè José Fernando Cuspinera Navarro, che vanta oltre 20 anni di esperienza come docente nelle specialità del Karate Operativo e nella Difesa Personale. Nacque come sistema nel 1982, caratterizzato dai gradi che vanno dall' ' 8° Kyu fino al 6° Dan e dalle categorie docenti di Istruttore assistente, Istruttore ausiliario, Istruttore principale, Istruttore e Maestro con due programmi di preparazione fisica che prevedono la preparazione fisica generale e la preparazione fisica specifica che completano la formazione basilare dell' esperto in Difesa Personale Kansen Ryu. Per la concezione di questo sistema moderno di Difesa Personale, è stato necessario conseguire la cintura nera in diverse discipline ed Arti Marziali e partecipare per anni a corsi di Lotta, Boxe, Aikijitsu, Karate Operativo, Difesa Personale, Kickboxing, Taekwondo, Judo e Ju Jitsu impartiti da Maestri di riconosciuto prestigio internazionale. La radice del sistema sta' negli allenamenti della scuola di Karate "Fajardo" , situata sulla terrazza dell' Ospedale Comandante Fajardo nel Municipio di Plaza nella città dell' Avana, fondata dai Maestri Pablo Silvente e Josè Rodriguez, oltre all'allora allievo Josè Cuspinera Navarro, fondatori anche della Scuola Nazionale di Karate Màrtires Internacionalistas. Sotto il caldo del sole tropicale cubano, i Karateka (bambini, giovani, donne ed adulti) si allenavano scalzi sul suolo fatto di mattoni e terra, con una forte preparazione fisica ed un intenso allenamento paragonabile soltanto alla tradizionale preparazione fisica dei monaci di Shaolin che consisteva in 4 ore al giorno più l'allenamento al makiwara e le proiezioni di Judo, dal lunedì al sabato, mentre le domeniche venivano dedicate alla preparazione fisica e al campo ad ostacoli. Solo il 10% degli allievi iscritti riusciva a resistere al primo anno di "sofferenze". Ma da quella scuola che prevedeva quegli allenamenti, uscirono grandi e valenti artisti marziali che rinforzarono le file del Ministero dell' Interno, delle truppe speciali cubane e delle forze di sicurezza dello Stato. Tanti di loro fecero parte anche dei martiri internazionali e degli eroi anonimi della rivoluzione cubana. La maturità del sistema Kansen Ryu si raggiunge a partire dall' esperienza di grandi Maestri di Arti Marziali e Sport da Combattimento, come il Maestro Kolyshkine Thomson (scomparso), con il suo sistema pedagogico e le rivoluzionarie tecniche di Judo e Difesa Personale, il Maestro Raul Rizo, 6° Dan di Karate 4° Dan di Kobudo, con il suo apporto allo sviluppo del Karate Operativo mirato alla Difesa Personale, il Maestro José Plumas Lugo, 5° Dan di Judo e 4° Dan di Karate, con la sua esperienza nel lavoro operativo in unità regolari e speciali del Ministero degli Interni, come risultato delle missioni speciali di carattere internazionale. Il Kansen Ryu si perfeziona attraverso un lungo periodo di valutazione, con la preparazione dei primi gruppi operativi delle Unità di Truppe Guardia Costiere di Guanabo, nelle spiagge dell' Est dell' isola, nell' anno 1981, con la formazione e l' allenamento dei gruppi operativi di sostegno alla disciplina sociale, di protezione di attività pubbliche come i Carnevali, il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti e di attività ufficiali politiche e di massa ecc., con la formazione dei gruppi operativi di protezione delle spiagge dell' Est dal 1975 al 1982 e con la preparazione di esperti in Difesa Personale della Scuola Nazionale di Formazione Doganiera della Dogana Generale della Repubblica fino al 1986. Si consolida come sistema operativo di Difesa Personale a partire dalla fondazione dell' Accademia di Difesa Personale " Olo Pantoja" dell' Unità di Truppe Guardia Costiere della Capitaneria di Porto nella città dell' Avana, nel 1987 e dalla creazione del gruppo speciale della suddetta unità che richiedeva un allenamento più specializzato che
garantisse il compimento con successo dei compiti operativi. Riconosciuta l' efficacia del Sistema di Difesa Personale, viene integrato al programma di formazione ed allenamento delle forze operative di alcune unità del Ministero degli Interni Cubano. In questo modo, il sistema Kansen Ryu si consolida attraverso numerose esibizioni e contribuendo all' apertura delle scuole di Karate e Difesa Personale come l' Accademia Navale del Mariel, l' Istituto di Aeronautica Civile di Cuba, la Scuola di Difesa Personale per la sicurezza dell' Hotel Nacional e dell' Hotel Habana Libre, dell' antico Hilton, del Hotel Guitart, dell' Istituto Nazionale di Formazione Doganiera, dell' ' Istituto di Magistero di Ciudad Libertad, a Playa ecc. I loro istruttori più avanzati si integrarono negli staff docenti di importanti accademie in qualità di istruttori per corsi e di assessori anche in importanti istituzioni come l' Istituto Tecnico Militare, L' Accademia Antonino Maceo, L' Accademia Pedro Ortiz e nelle unità operative del Ministero degli Interni nello specifico nel Comando Navale del Porto, nell' Unità Provinciale di Sicurezza, nell' Unità Provinciale Speciale della Città dell' Avana, nell' Unità Speciale Nazionale, nell' Unità di Servizi Speciali di 100 ed Aldabo, nell' Unità della Polizia Nazionale ed anche dell' Accademia di Difesa Personale di Sicurezza del Palazzo. Ma la sua totale e definitiva consacrazione si raggiunse a partire dalla fondazione nel 1988 dell' Accademia delle Cinture Nere che nel 1989 ricevette il nome di "Pablo Silvente Laffita", onorando la memoria del suo principale maestro e fondatore, scomparso in uno sfortunato incidente alla fine di quell' anno. Il Kansen Ryu in quanto sistema di combattimento corpo a corpo è applicabile in diversi ambienti, situazioni, scenari e soprattutto è adattabile a campi specifici in accordo a scopi determinati per il suo carattere flessibile. Il sistema cubano di Difesa Personale si divide in tre grandi rami che sono la Difesa Personale di Polizia, la Difesa Personale Integrale e la Difesa Personale Speciale. Per una maggiore comprensione ed efficacia del Kansen Ryu, nella sua concezione moderna, vanno stabiliti programmi adatti per ogni campo e scopo, sulla base delle caratteristiche sia del gruppo che dell' individuo in particolare. In tal modo potrà essere assimilato dalle donne, dagli uomini, dagli anziani e dai bambini indistintamente, giacché non prevale la preparazione fisica, ma la padronanza dei "movimenti naturali del corpo". Sarà così applicabile sia per un' azione militare che per una Difesa Personale da strada. E' evidente che la Difesa Personale che viene insegnata al cittadino normale, non sarà mai uguale a quella che viene insegnata alla polizia, ai corpi speciali, alla guardia nazionale, alla guardia civile, ai mercenari, alle truppe speciali, agli agenti di sicurezza ecc. , giacché i loro campi di applicazione, le loro missioni ed i loro scopi sono completamente diversi. Per questo, il sistema di Difesa Personale Kansen Ryu ha un carattere differenziato e adattabile, nonostante sia basato su tecniche basilari comuni a tutte le specialità. Ciò non è in contraddizione con il fatto che come principio vengano utilizzate le proiezioni, i colpi di mani e di gambe, le chiavi, le leve, gli strangolamenti ed altre tecniche, perché la differenza non sta' nella tecnica in sé, ma nel grado e nell' intensità con cui vengono eseguite, negli obiettivi, nella missione sociale, nelle funzioni, nel sostegno legale e nello scenario reale.
La Difesa Personale di Polizia
E' soggetta alle norme operative, alle leggi che guidano la vita sociale di ogni paese, che possono essere più o meno moderate, intense, specializzate o estreme, a seconda della situazione sociale e politica del momento. In alcuni paesi di regime democratico, gli eccessi nell' attività di polizia sono penalizzati dalla legge, con alcune deroghe per gli individui con alto potenziale delinquenziale e di pericolosità. La Difesa Personale di Polizia, per la sua concezione, è più mirata alla protezione del cittadino, al sostegno sociale, ed ha un carattere più preventivo che repressivo. Tuttavia, nei paesi dei regimi totalitari, la Difesa Personale di Polizia non viene applicata soltanto per mantenere l' ordine sociale, ma anche per reprimere i comportamenti degli oppositori di regime, che spesso non costituiscono delitto secondo le leggi delle società democratiche, né violazioni della disciplina sociale. Da questo deriva il fatto che il programma di Difesa Personale di Polizia di un paese democratico è ben diverso da quello di un paese totalitario. In questo campo, così polemico per le diverse interpretazioni sulla Difesa Personale, ognuno ha il suo "manuale" e in questo senso il sistema Kansen Ryu stabilisce dei principi generali comuni per l'applicazione della Difesa Personale di Polizia di fronte ad un sospetto:
Controllo di sicurezza
Ispezione visiva del sospetto
Presa delle decisioni
Misure di auto-sicurezza ed avvicinamento
Identificazione del sospetto
Controllo del sospetto
Perquisizione e registrazione
Detenzione
Sin dalla fase delle misure di auto-sicurezza per garantirsi l' avvicinamento al sospetto, incomincia l'applicazione delle tecniche del Kansen Ryu, come complemento delle azioni posteriori. In tutti i casi, per l'applicazione delle tecniche di polizia devono essere rispettati i diritti fondamentali del sospetto, in quanto cittadino e in accordo con le leggi di ogni paese. Da quel punto di vista, vanno applicate delle tecniche di immobilizzazione, controllo dell'individuo, perquisizione, applicazione delle manette o delle briglie di sicurezza e poi si procede alla conduzione in carcere. Il tutto senza ledere la sua incolumità fisica. Quindi il sospetto non perde la capacità fisica e motoria per spostarsi o le capacità sensoriali. Senza approfondire le tecniche e le tattiche di polizia specifiche, la Difesa Personale di Polizia si differenzia da altri mezzi di Difesa Personale durante il compimento della sua missione. Non deve provocare danni fisici all'incolumità del sospetto, eccetto in casi eccezionali ampiamente giustificati dalla legge. Le tecniche più comuni della Difesa Personale di Polizia sono le chiavi di controllo con dolore, le tecniche di immobilizzazione, le leve, i colpi di mani e di gambe, le proiezioni basilari, le prese alle articolazioni, la pressione sui punti vulnerabili, tutte ad un' intensità che non metta a rischio l'incolumità fisica della persona. Tante di queste tecniche vanno applicate con il sostegno del bastone e del tonfa e sempre in risposta proporzionale. E' importante sottolineare che non è la tecnica applicata a determinare il campo della Difesa Personale, ma lo "scopo" e "l'intensità" della sua applicazione, giacché una tecnica può essere applicata con efficacia a tre livelli di intensità che sono moderata, intensa e estrema.
La Difesa Personale Integrale
Per il suo contenuto si differenzia dalla Difesa Personale di Polizia in quanto chi la applica non solo "neutralizza l'attacco, ma anche l'aggressore", interessando la sua incolumità fisica, la sua capacità motoria (privandolo dunque della capacità di locomozione), provocando una perdita delle sue capacità per continuare ad attaccare e per muoversi. Uno degli scopi della Difesa Personale Integrale è "distruggere" gli organi sensoriali e gli elementi vitali del corpo umano. Le tecniche più comuni sono le leve alle braccia, alla clavicola, alle gambe, alle ginocchia, ed ai fianchi, le fratture delle dita, dei polsi, delle caviglie, la rottura dei legamenti, la lesione degli orecchi, del naso, della bocca e degli occhi, le tecniche di lesione ai testicoli, le tecniche di strangolamento ecc., con la particolarità che non c'è nessuna intenzione di controllare l'aggressore, né di perquisirlo e quindi di arrestarlo, ma solo quella di neutralizzarlo, interessando la sua incolumità fisica e motoria, con l'applicazione di tecniche la cui intensità sia molto superiore e sproporzionata all'attacco ricevuto. La Difesa Personale Integrale può contare inoltre su di un insieme di tecniche con un effetto molto più devastante, in genere con lo scopo di mutilare qualche parte del corpo e ridurre la capacità fisica e motoria dell'aggressore. Le sue fasi di sviluppo sono le seguenti:
Fase iniziale o di scontro
Fase di neutralizzazione dell'attacco
Fase di contrattacco
Fase di neutralizzazione dell'aggressore
La Difesa Personale Speciale
Viene utilizzata nello scontro diretto di due o più gruppi armati, di solito è giustificata, ma non ha il sostegno delle leggi internazionali. Viene utilizzata in casi di conflitti bellici, nel compimento di missioni segrete o nella difesa di obiettivi strategici. La Difesa Personale Speciale è considerata la difesa utilizzata dai gruppi di commando, dalle forze speciali del tipo Ranger, Berretti Verdi, Seal, gruppi antiterroristici, agenti di sicurezza ecc. Lo scopo principale è quello di distruggere le risorse umane del nemico, per cui non si giustifica l'applicazione della tecnica e della tattica di Polizia e quindi della Difesa Personale Integrale, giacché un individuo ferito continua ad essere considerato un nemico potenziale. Un assalto di un commando ad una postazione nemica deve essere devastante, distruggendo la logistica, tutto il materiale ed indebolendo le risorse umane, mutilando e distruggendo tutto, fino a neutralizzare il nemico comune in quanto gruppo e non in quanto individuo. E' quindi implicita l'eliminazione di ogni singola persona. A questo fine, non solo si utilizza l'armamento disponibile, con tutte le tecnologie moderne, ma tante volte servono anche le armi tradizionali del Kobudo, come quelle utilizzate dalle forze della guerriglia vietnamita nella guerra contro gli americani e l'utilizzo delle tecniche di Difesa Personale come quelle utilizzate da diversi gruppi guerriglieri del sudamerica e dell'area araba, dai mercenari, dalle reti di spionaggio internazionale, dai servizi segreti e dai controservizi e quindi dai corpi d'elite. Sono particolarmente efficaci le tecniche con il coltello, le tecniche di Ju Jitsu, di Karate e delle altre Arti Marziali scelte per raggiungere lo scopo desiderato ovvero neutralizzare, mutilare, ammazzare il nemico nello scontro fisico in frazioni di secondo. Nelle guerre moderne fra eserciti, i feriti comportano perdita di tempo, utilizzo di mezzi e risorse umane per il loro spostamento e la loro cura........ Quindi conviene maggiormente lasciarsi dietro dei morti. Ma nel compimento delle operazioni speciali, delle operazioni segrete per infiltrarsi nei territori del nemico, nei quali non si possono lasciare tracce, né feriti, né mutilati, la missione e l'obiettivo si concretano nel distruggere, sabotare e ammazzare. In questo senso, le tecniche di Difesa Personale Speciale sono molto efficaci e vanno applicate con maggiore intensità ed in condizioni estreme. Il sistema cubano di Difesa Personale Kansen Ryu comprende nel suo bagaglio tecnico diverse risorse come chiavi, leve, proiezioni, colpi di mani e gambe adattati ai differenti campi di applicazione, la cui portata non dipende dalla tecnica in sé, ma dall'individuo che la applica, dall'intenzione, dallo scopo, dal suo carattere, sulla base del principio della fluidità continua.